Liberalizzazione - il Forum degli ordini dei professionisti - inchiesta Sole 24 Ore

22 gennaio 2012

Anche il nostro Ordine è stato interpellato per i vari servizi sul tema della riforma delle professioni.

Per informazione riportiamo qui di seguito le risposte a 4 domande (con 5 righe massime di risposta ciascuna) fornite dopo un primo contatto che, a seguito di un’intervista telefonica con il Presidente, sono confluite nei brevi richiami riportati a pagina 7 del Sole 24 Ore di venerdì 20 gennaio.

1) Abolite le tariffe, quali effetti (positivi e/o negativi) prevede per la Sua categoria?
Servendo soprattutto l’impresa ed operando da sempre in un contesto di concorrenza internazionale, per noi le tariffe non hanno mai svolto un ruolo centrale: l’impresa, soprattutto estera, sa che fornire un servizio adeguato ha dei costi. Le previsioni sono difficili ed i fattori in gioco mutevoli: ad esempio, in Inghilterra, da lungo antesignana della liberalizzazione, ottenere un servizio di buon livello nel nostro settore costa oggi di solito molto di più (anche 3-4 volte) che in altri paesi europei.

 

2) Cosa pensa del tirocinio svolto tutto durante l’università?
Offrire a livello universitario l’immersione nella vita professionale di tutti i giorni, fatta di cose minute, ma importanti, tipica del tirocinio, non è facile. Potrebbe però essere un aiuto parziale per riuscire finalmente ad avere iscritti in alcune regioni dove al momento non siamo presenti per la difficoltà di svolgere un tirocinio in loco. L’importante è che si tratti di un tirocinio adeguato, ricco di contenuti formativi pratici, utile per chi lo svolge e rispettato in ambito internazionale.

 

3) Indichi una misura di cui la Sua categoria ha bisogno per crescere
Far conoscere che cosa facciamo da anni in un ambito di concorrenza internazionale per conto delle imprese nazionali ed estere di fronte ad uffici quali, ad es. l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) o, in materia di marchi e design, l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI). Un’occasione importante potrebbe essere ottenere l’assegnazione all’Italia della sede del costituendo tribunale unitario europeo dei brevetti.
 

4) Quale errore non deve fare il Governo Monti?
Disincentivare involontariamente l’accesso dei capaci alla professione ad un livello adeguato al contesto internazionale: il profilo necessario del consulente brevetti è un laureato tecnico ben preparato, praticamente bilingue italiano/inglese con conoscenza anche di francese e tedesco, lingue di lavoro dell’Ufficio Brevetti Europeo, interesse per il diritto ed il lavoro interdisciplinare. Siamo già pochi: un’emorragia verso condizioni di lavoro più favorevoli all’estero sarebbe esiziale. 
 

Torna

 

CHI SONO I CONSULENTI IN PROPRIETA' INDUSTRIALE?

...

Seguiteci su
Elenco iscritti Notiziario Comunicazione agli iscritti Brexit